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Le responsabilità invisibili della leadership

Febbraio 2026

Molti professionisti associano la leadership a ciò che è scritto in una job description: budget, obiettivi, persone a riporto, processi da rispettare. Tutto vero ma incompleto.

Perché una parte decisiva della leadership non vive nell’organigramma. Vive nell’impatto che generi sul contesto.

Peter G. Northouse definisce la leadership come:

“Un processo attraverso il quale un individuo influenza un gruppo di individui per raggiungere un obiettivo comune.”

In questa definizione ci sono tre parole chiave: processo, influenza, obiettivo comune. Nessuna di queste è un’attività puramente tecnica. Sono tutte responsabilità relazionali, culturali, sistemiche.

E sono proprio queste le responsabilità invisibili del leader.

La leadership non è solo ciò che fai. È soprattutto ciò che rendi possibile.

Ogni giorno, che tu lo voglia o meno, contribuisci a creare un certo clima di lavoro. Quel clima condiziona:

Anche se nessuno ti ha mai detto esplicitamente che è “compito tuo”.

Le principali responsabilità invisibili del leader

1. Dare senso al lavoro

Le persone non lavorano solo per eseguire compiti. Lavorano meglio quando capiscono:

Se il leader non costruisce senso, il lavoro diventa pura esecuzione. E l’esecuzione senza senso, nel tempo, spegne.

2. Influenzare la qualità delle conversazioni

Non sei responsabile solo di cosa si decide. Sei responsabile anche di come si può parlare.

Quando la risposta implicita è “meglio stare zitti”, il team smette di pensare. E un team che non pensa, prima o poi, smette anche di performare.

3. Rendere praticabile l’autonomia

Molti leader dicono di volere persone autonome. Poi però:

L’autonomia non nasce dalle parole. Nasce da confini chiari, obiettivi chiari e fiducia operativa. Se non crei queste condizioni, stai educando dipendenza.

4. Modellare il comportamento che ti aspetti

Le persone osservano molto più di quanto ascoltano. Se vuoi responsabilità ma scarichi colpe, se vuoi collaborazione ma lavori in solitaria, se vuoi apertura ma ti chiudi al feedback,

stai insegnando l’opposto di ciò che dici.

Anche questo è leadership. Nel bene e nel male.

Puoi essere un ottimo specialista. Puoi essere molto competente tecnicamente. Puoi lavorare tantissimo. E allo stesso tempo generare un contesto che limita le persone.

Secondo Northouse, la leadership è un processo di influenza. Se le persone intorno a te diventano più chiuse, più passive, più difensive, quell’influenza sta andando in una direzione precisa. Anche se non era tua intenzione.

 

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Una domanda utile

Se guardi oggi il tuo team:

Le risposte raccontano molto della leadership che stai esercitando. Più di qualsiasi titolo.

La buona notizia è che queste responsabilità invisibili si possono allenare. Non sono talento innato. Sono competenze di leadership.

E quando inizi a lavorarci in modo intenzionale, cambia la qualità delle relazioni, delle decisioni e dei risultati. Perché la leadership, prima di essere un ruolo, è una funzione di coordinamento delle persone verso un obiettivo comune.

Autrice: Lucilla Rizzini

Founder di @Ellecubica;

Direttrice del Master in Coaching riconosciuto da AICP

Master Certified Coach (MCC) ICF

Autrice “Motivati si diventa” edito da Guerini Next.

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