Home / News / Leadership in azienda: guidare non significa comandare

Leadership in azienda: guidare non significa comandare

Febbraio 2026

La leadership in azienda viene spesso associata a una figura forte, carismatica, capace di prendere decisioni rapide e di “tenere in pugno” il team. Ma la pratica quotidiana racconta una storia diversa: la leadership non nasce dal singolo, nasce dalla relazione tra le persone.

In altre parole, non esiste leadership senza gruppo. E non esiste gruppo senza una forma di leadership, esplicita o implicita.

Questa prospettiva è particolarmente rilevante oggi, in un contesto organizzativo in cui il controllo lascia sempre più spazio alla responsabilità condivisa e in cui il coaching in azienda diventa uno strumento chiave per sviluppare leader capaci di facilitare, più che dirigere.

 

Il leader non è sopra il gruppo, ma dentro il gruppo

Kurt Lewin, uno dei padri della psicologia sociale, definisce il gruppo come una totalità dinamica basata sull’interdipendenza tra i suoi membri. Questo significa che il comportamento del gruppo non è la semplice somma dei comportamenti individuali, ma il risultato delle relazioni che si creano tra le persone.

Da questa prospettiva, la leadership in azienda non è un’entità separata: è una funzione che emerge all’interno del campo relazionale del gruppo.

Lewin afferma:

“Un gruppo è definito al meglio come una totalità dinamica basata sull’interdipendenza invece che sulla somiglianza.”

Applicato alla leadership, questo implica che:

Questo è uno dei motivi per cui molte aziende investono oggi in percorsi di leadership coaching: non per “creare capi”, ma per sviluppare sistemi di relazione più maturi, nei quali la leadership possa emergere in modo naturale.

Leadership come responsabilità e influenza, non come potere

All’interno dei gruppi sociali, il leader viene descritto come:

“la persona che assume un ruolo di maggiore responsabilità, prende iniziative e ha un maggior potere di influenza sui membri.”

La parola chiave qui non è potere, ma influenza.

Influenza significa:

Nel coaching dinamico, questo principio è centrale: il coach non dice alle persone cosa fare, ma crea le condizioni affinché possano vedere, scegliere e agire in modo più consapevole.

Un leader che integra un approccio di coaching dinamico:

Dalla leadership di controllo alla leadership di facilitazione

Molti modelli organizzativi tradizionali si basano ancora su una leadership di controllo:

Questo approccio funziona in contesti semplici e stabili. Ma diventa fragile in contesti complessi, incerti e in rapido cambiamento.

La leadership in azienda come funzione del gruppo sposta il focus su un altro livello:

Ed è qui che il Coaching Dinamico™ trova la sua massima espressione:
come leva di sviluppo della leadership diffusa.

Cosa fa, concretamente, un leader con approccio di coaching dinamico

Un leader che lavora in ottica di coaching dinamico tende a:

La leadership efficace oggi:

Integrare leadership coaching in azienda significa costruire organizzazioni capaci di apprendere, adattarsi e crescere nel tempo.

Ed è probabilmente questa la vera forma di leadership di cui abbiamo bisogno.

Autrice: Lucilla Rizzini

Founder di @Ellecubica;

Direttrice del Master in Coaching riconosciuto da AICP

Master Certified Coach (MCC) ICF

Autrice “Motivati si diventa” edito da Guerini Next.

Vuoi sviluppare una leadership capace di facilitare, non di controllare?

Partecipa all’evento Leading Others in Partnership esclusiva per l’Italia con il Leadership Pipeline Institute.

LEADING OTHERS

Condividi l’articolo

Articoli

Leadership in azienda: perché promuovere il più capace è l’errore più costoso

Scopri di più
Articolo precedente Vedi tutti gli articoli Articolo successivo