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Il più grande errore nella motivazione

Aprile 2026

C’è un errore che vedo continuamente. Nella leadership. Nel coaching. Nella formazione.

Pensare che ciò che motiva te… possa motivare anche gli altri. È un errore molto umano che nasce da una buona intenzione.

“Se ha funzionato per me, funzionerà anche per te.”

Ma è proprio qui che iniziano i problemi.

La motivazione non è proiezione

Immagina questa scena. Un manager parla con un collaboratore in difficoltà. Gli dice:

“Devi impegnarti di più.” “Devi essere più ambizioso.” “Devi puntare più in alto.”

Funziona? A volte si. A volte no.

Perché quel collaboratore potrebbe non essere motivato da ciò che motiva il manager.

E allora succede qualcosa di sottile. La motivazione diventa proiezione.

Non è più ascolto. È trasferimento.

Cosa ci dice la ricerca

La teoria dell’autodeterminazione di Deci & Ryan ci dà una chiave molto chiara. Le persone non sono motivate tutte allo stesso modo e ricorda che ci sono tre bisogni psicologici universali:

Se questi bisogni non sono soddisfatti, la motivazione cala. Indipendentemente da incentivi, premi o pressioni.

Il contributo di Daniel Pink

Daniel Pink, nel libro Drive, semplifica questo modello e lo rende molto operativo. Secondo lui, le persone danno il meglio quando sono attivate da tre leve:

Ora il punto è questo. Queste leve non sono uguali per tutti. Non nello stesso modo. Non nello stesso momento.

Il problema sta (spesso) nella leadership

Molti leader motivano così: “Se per me ha funzionato, funzionerà anche per te.”

Ma così facendo rischiano due errori:

  1. ignorano la motivazione dell’altro
  2. forzano una leva che non è attiva

E il risultato è paradossale. Più provano a motivare… più demotivano.

Cosa cambia nel coaching dinamico™️

Nel coaching dinamico la motivazione è un punto centrale. Non si parte da ciò che motiva il coach (che lavori in sessione o a livello informale come manager) Si parte da ciò che muove il coachee. Domande, non risposte. Esplorazione, non imposizione. Perché la motivazione non si trasmette. Si attiva. E per farlo serve conoscere a fondo la scienza della motivazione che va ben altro il trito e ritrito schema di motivazione intrinseca e estrinseca.

Il cambio di prospettiva

La vera domanda non è: “Come posso motivarti?” Ma: Cosa è già importante per te… che posso aiutarti a vedere meglio?” È un passaggio sottile che cambia tutto.

Take away

Se lavori con persone — come leader, coach o manager — fermati un attimo.

E chiediti:

Perché la motivazione non è universale. È personale.

E riconoscerlo è uno dei passaggi più importanti nella leadership.

Autrice: Lucilla Rizzini

Founder di @Ellecubica;

Direttrice del Master in Coaching riconosciuto da AICP

Master Certified Coach (MCC) ICF

Autrice “Motivati si diventa” edito da Guerini Next.

Se il tema ti interessa, ascolta l’episodio 103 del Podcast Coaching Mindset

Ascolta l’episodio

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