Home / News / Perché la formazione in azienda a volte non funziona

Perché la formazione in azienda a volte non funziona

Aprile 2026

Alcune aziende non investono per niente, altre investono tantissimo ma con risultati deludenti. Purtroppo, troppo spesso, nulla cambia davvero.

Le persone partecipano, ascoltano, a volte si entusiasmano anche. Poi tornano alla scrivania… e fanno esattamente quello che facevano prima, gli stessi errori di comunicazione, di gestione, di programmazione.

Il problema non è quasi mai il livello del formatore. Il problema è come viene progettata la formazione. E questo non è un punto di vista. È ciò che emerge chiaramente dalla ricerca in psicologia organizzativa e apprendimento degli adulti.

Gli errori più tipici che ho incontrato sono i seguenti.

1. La formazione è calata dall’alto (e quindi non genera coinvolgimento)

La formazione viene spesso decisa senza coinvolgere chi dovrà partecipare. Si definiscono contenuti, date, docenti. E le persone vengono “inserite” nel percorso. La scena è spesso quest: Hr, formatore, azienda committente parlano e guardando all’organigramma decidono chi inserire nel percorso. Eppure aziende, Hr e formatori dovrebbero conoscere la Self-Determination Theory di Deci e Ryan secondo la quale la motivazione si attiva quando le persone percepiscono autonomia. Quando invece percepiscono controllo esterno, la motivazione cala e così accade anche per i percorsi formativi. Tradotto: se la formazione è imposta, il coinvolgimento sarà solo formale, partecipo, forse prendo appunti, firmo il registro perchè mi obbligano e poi torno al mio lavoro.

2. La formazione non parte da una vera analisi del fabbisogno

Uno degli errori più diffusi è progettare formazione su temi generici. Dobbiamo lavorare sulla comunicazione, c’è carenza di motivazione (leggi “motivameli un pò”), i leader devono avere più polso. Raramente si analizza in profondità quali comportamenti mancano, quali risultati non arrivano e soprattutto quali ostacoli concreti esistono. Meglio lasciare la sabbia sotto il tappeto. Secondo il modello di Kirkpatrick, senza una chiara definizione degli obiettivi e dei risultati attesi, la formazione non può generare impatto misurabile.

E infatti succede spesso questo: la formazione è interessante, ma irrilevante.

3. Non è chiaro cosa ci si aspetta dalle persone

Molti partecipanti entrano in aula senza sapere:

La Goal Setting Theory di Locke e Latham dimostra che gli obiettivi funzionano solo se sono chiari, specifici e condivisi. Se manca chiarezza, manca direzione. E senza direzione, non c’è cambiamento.

4. Il formatore non attiva davvero le persone

C’è ancora troppa formazione frontale, teorica e scollegata dalla realtà operativa. Ma apprendere non significa ascoltare.

Le neuroscienze lo spiegano bene: l’apprendimento efficace richiede coinvolgimento cognitivo ed emotivo. Se le persone non sono attive non elaborano, non integrano. non applicano e quindi dimenticano.

5. Non si considera la coachability

Questo è il punto più critico. E anche il più ignorato. Non tutte le persone sono pronte a cambiare allo stesso modo. La coachability – cioè la disponibilità ad apprendere, mettersi in discussione e agire – è una variabile determinante per l’efficacia della formazione.

Se non la valuti:

In Ellecubica, questo è il primo passaggio: valutare la coachability prima di progettare qualsiasi intervento. Perché senza disponibilità al cambiamento, nessuna formazione funziona.

Serve un approccio diverso: il coaching dinamico™️

Per superare questi limiti, la formazione da sola non basta. Serve un approccio che integri:

Il coaching dinamico™️ permette di:

Non si tratta più di “fare un corso”. Si tratta di generare cambiamento.

La formazione in azienda non funziona quando:

E allora il punto non è fare più formazione. È farla in modo diverso. Partendo da una domanda semplice, ma decisiva: le persone che ho davanti sono pronte a cambiare? Perché senza questa risposta, qualsiasi intervento resterà solo… teoria.

Autrice: Lucilla Rizzini

Founder di @Ellecubica;

Direttrice del Master in Coaching riconosciuto da AICP

Master Certified Coach (MCC) ICF

Autrice “Motivati si diventa” edito da Guerini Next.

Condividi l’articolo

Articolo precedente Vedi tutti gli articoli Articolo successivo